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La domenica

Dal primo giorno di chiusura, che per chi lavora con la Cina è iniziato anche prima del lockdown ufficiale, mi sono imposta una routine quotidiana di studio, gestione dei contatti, approfondimenti vari, sessioni di ginnastica casalinga.

Allo studio noi interpreti siamo abituati.

Diciamo che ora c'è la possibilità di sviscerare argomenti che di solito siamo costretti a preparare in pochi giorni, se non in poche ore prima di un incarico.

E' un' occasione per migliorare la nostra professionalità, e - almeno per me - un modo per non impazzire. Difficilmente riesco a dedicare tempo a qualcosa che non sia anche "utile"; in più, in questa situazione mi è difficilissimo concentrarmi nella lettura per puro diletto.

Quindi, come dicevo, le giornate si susseguono uguali secondo uno schema che mi sono imposta, perché poi è un attimo ritrovarsi sul divano a rivedere in loop i consigli del dottor Nowzaradan.

Ma la domenica, no.

La domenica mi alzo più tardi, faccio una colazione che sembra un pranzo, pranzo alle quattro del pomeriggio, mi ritrovo con gli amici su Skype, lascio stare gli appunti da riordinare.

Sento di dovere celebrare in qualche modo il giorno speciale del riposo e della leggerezza.

E ogni domenica, da quaranta giorni a questa parte, mi prende un mal di testa furibondo, che neanche il caffè in dosi massicce riesce ad attenuare.

 

Per fortuna, domani è lunedì.

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Commenti: 2
  • #1

    Sabina (domenica, 26 aprile 2020 14:32)

    Secondo me il mal di testa della domenica è la maledizione del dott. Nawza....va beh quello lì!

  • #2

    Cristina (domenica, 26 aprile 2020 14:38)

    Non ci impegniamo abbastanza nella sua dieta :-)