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Il lavoro più bello del mondo

Riporto un mio articolo pubblicato sul Blog di Easy Languages (http://www.traduzione-testi.com/traduzioni/traduttori-freelance/il-lavoro-piu-bello-del-mondo.html).

Credo di averlo scritto prima del lockdown, certamente prima che il lavoro per noi interpreti e traduttori si interrompesse quasi del tutto.

Dedico queste parole a tutti i colleghi che si trovano in difficoltà, e a me stessa.

Per trovare ancora una volta coraggio ed entusiasmo nell' affrontare il cambiamento e per non farsi travolgere dall'incerteza.

Probabilmente tante cose cambieranno, non tutte in negativo: la tecnologia potrà aiutarci a continuare a costruire ponti con altre persone anche dal PC di casa, viaggeremo forse un po' meno, ed inquineremo certamente meno.

Ma rimarrà comunque, per me, IL LAVORO PIU' BELLO DEL MONDO.

Lo ricordo ancora, il primo giorno col lettore cinese all’Università: non una parola d’italiano, e l’esordio con ā á ǎ à, ripetuto all’infinito. E noi, in bilico fra terrore e risatine incontenibili, ancora ignari che la ricerca della pronuncia perfetta ci avrebbe segnato per tutti gli anni a venire.

E’ stato un periodo meraviglioso. Una scoperta continua verso una lingua lontanissima, in tutti i sensi, musicale e tesa alla ricerca dell’equilibrio ed intrinsecamente legata alla cultura del suo popolo; non sarebbe stato certo possibile arrivare ad una certa padronanza del cinese se all’approfondimento prettamente linguistico non si fosse accompagnato lo studio di arte, letteratura e filosofia.

Una scelta del tutto casuale (ho sempre amato le lingue straniere, ma anche lo sport, e mille altre cose, il che generò una fase schizofrenica nei mesi precedenti all’iscrizione in Università), che mi ha portato all’opzione per me quasi scontata di intraprendere la libera professione come interprete e traduttrice.

Il che, e gli addetti lo sanno bene, significa giornate vuote ad aspettare la chiamata di un cliente alternate a settimane di nottate in bianco per riuscire a smaltire le traduzioni che immancabilmente arrivano tutte in una volta (lo so, che esiste un disegno contro la sanità mentale di noi traduttori); giorni e giorni di studio per prepararsi ad un’unica giornata di interpretariato sul sistema di trattamento delle acque reflue con biomasse algali, preceduti da sfibranti giorni di contrattazione col cliente, che non vuole mollare i suoi file perché tu possa prepararti (ma lo sai, no, il cinese??).

E ancora lo considero il lavoro più bello del mondo.

Nonostante l’incertezza economica, nonostante la diffusa mancanza di apprezzamento per la professione, nonostante tutto.. la soddisfazione per una traduzione ben fatta, per giornate di interpretariato che hanno costruito un ponte fra culture tanto diverse, è impagabile.

 

 

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